Gli step per combattere l'inquinamento atmosferico nelle città - Ariston
Ambiente

Gli step per combattere l'inquinamento atmosferico nelle città

By Ariston

 L’inquinamento atmosferico è una realtà, purtroppo tangibile, di molti centri abitati in Italia e non solo. Sono numerose le città pernelle quali si registra nell’atmosfera, durante numerosi giorni dell’anno una concentrazione di polveri sottili superiore alla soglia massima prevista dalla legge. Ciò comporta gravi rischi, spesso nascosti, per i cittadini, in particolare per le vie respiratorie. Peraltro molte aree del territorio nazionale presentano condizioni climatiche e ambientali tali da favorire il ristagno di sostanze nocive, il che comporta effetti amplificati.

Un percorso che richiede tempo e pazienza

Ma quali sono le tappe obbligate da percorrere per combattere la presenza di inquinanti nell’aria? Gli interventi possibili sarebbero in realtà tanti, ma spesso i risultati non arrivano in tempi brevi e questo a volte scoraggia chi ha voglia e determinazione per affrontare il problema. Tutti i soggetti interessati, dalle pubbliche amministrazioni ai cittadini passando per le imprese, devono armarsi di pazienza e buone intenzioni, pianificando interventi e cambiamenti che, normalmente, solo nel lungo termine potranno offrire risposte concrete a questa situazione. L’inquinamento atmosferico in città è provocato da diversi fattori: esasperato traffico urbano di autoveicoli a combustione interna, mezzi di trasporto vecchi, gas di scarico delle caldaie, emissioni delle industrie, azione dei termovalorizzatori. Gli inquinanti maggiormente presenti nell’aria sono gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, il biossido di zolfo, l’ozono, le polveri, il piombo.

Ridurre il traffico veicolare nelle città

L’Italia rappresenta uno dei paesi europei in cui è maggiore il rapporto tra numero di autoveicoli privati e abitanti. Al di là delle ragioni storiche alla base di questo aspetto, va detto che sono molte le città che mettono a disposizione dei cittadini un piano di mobilità sostenibile, che comprenda trasporti pubblici efficienti e la realizzazione di zone pedonali, piste ciclabili e corsie preferenziali per gli autobus. Il traffico veicolare in città provoca inquinamento nell’aria non solo a causa dei gas di scarico dei veicoli, ma anche per via dell’azione di pneumatici e freni usurati.

Un altro grave problema è rappresentato dal parco auto in Italia, particolarmente datato, in quanto costituito da una percentuale ancora troppo alta di veicoli Euro I, II e III, tra i principali responsabili dello smog cittadino. Questi mezzi sono caratterizzati da livelli di consumo molto elevati e costi di manutenzione più alti: per questo andrebbero sostituiti con i più moderni veicoli Euro VI.

Allo stesso modo, lo sviluppo di forme di mobilità innovative, come il car sharing e il car pooling, possono contribuire a ridurre il numero di auto quotidianamente in circolazione e, di conseguenza, le concentrazioni di inquinanti che influiscono sulla salute delle persone. Senza dimenticare le opportunità offerte dal telelavoro: lavorare a casa senza recarsi presso l’ufficio permette di evitare l’utilizzo dei mezzi e l’inquinamento che ne deriva.

Il problema dei livelli alti di particolato

Come accennato nella premessa di questo articolo, il problema principale per le città italiane è rappresentato, soprattutto durante i mesi invernali, dall’elevata concentrazione di smog, creato dal cosiddetto particolato. L’inquinamento atmosferico in città supera spesso i limiti consentiti dalla legge, per un numero di giorni eccessivamente alto (più di 35 l’anno). Le sostanze a cui prestare una particolare attenzione sono il pm10 e il pm2.5, che arrecano danni particolarmente evidenti alle vie respiratorie. Alcune zone del Nord Italia sono tra le più inquinate in Europa, anche a causa di condizioni del clima poco favorevoli. Le particelle in questione, soprattutto la pm2.5 in quanto più fine, può arrivare agli alveoli dei polmoni e dei bronchi, con un forte rischio di provocare malattie pericolose per la salute delle persone, specie se le quantità sono elevate.

Regolamentare le emissioni delle aziende e andare verso le energie rinnovabili

Da quando le persone si dimostrano più sensibili ai problemi ambientali, le aziende stanno cercando di far fronte a tali problematiche, dotandosi di certificazioni e avviando attività di prevenzione per il futuro e monitoraggio per il controllo degli scarichi industriali. Spesso si tratta di comportamenti proattivi e spontanei, ma attività di regolamentazione sono assolutamente necessarie per affrontare il problema inquinamento.

Senza dubbio, l’utilizzo di fonti fossili per soddisfare i bisogni energetici della popolazione rappresenta una delle cause dell’inquinamento atmosferico in città. Se da un lato alcuni provvedimenti, come il blocco del traffico nelle zone maggiormente congestionate, contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria, è solo con una graduale ma incisiva transizione verso le fonti di energia pulita che si potrà produrre una svolta davvero significativa. Ovviamente bisogna spingere verso carburanti come il gpl, nonché verso la sostituzione dei mezzi pubblici datati con quelli più ecologici, senza dimenticare la sempre maggiore diffusione degli ultimi anni delle auto ibride, veicoli che presentano due motori: uno a benzina e uno elettrico.

Abbassare i consumi relativi al riscaldamento domestico

Rivedere le abitudini in tema di riscaldamento delle case e degli uffici è un altro comportamento da adottare con la massima parsimonia. L’utilizzo di impianti vecchi e che sfruttano i combustibili fossili per riscaldare le abitazioni conduce a emissioni pericolose per l’ambiente, aumentando le concentrazioni di biossido di carbonio e di altri gas serra, che presentano un forte impatto sul riscaldamento globale.


Da non sottovalutare uno smaltimento corretto dei rifiuti

Anche i rifiuti, soprattutto se gestiti male, contribuiscono a un aumento del livello di inquinamento. Uno studio mostra che a ogni chilogrammo di rifiuto organico corrisponde la produzione di 0,31 kg di metano, uno tra i più pericolosi gas serra. Un possibile step da seguire, a questo proposito, sarebbe quello di preferire prodotti con imballaggi riciclabili. Lo stesso vale per la carta: riciclarla equivale a salvare tanti alberi per ottenere la cellulosa, senza contare gli effetti dannosi della chimica nel suo processo di produzione. Inoltre, è risaputo che le piante svolgono una funzione molto importante per contrastare l’inquinamento: esse sono in grado di assorbire molti dei principali inquinanti, pertanto dotare le città sempre più di spazi verdi è un altro strumento per la protezione dell’ambiente.