Ristrutturazione casa: normative e permessi per gli impianti di riscaldamento - Ariston
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Ristrutturazione casa: normative e permessi per gli impianti di riscaldamento

By Ariston

Ristrutturare casa e risparmiare, si può? Con le agevolazioni fiscali, oggi è una possibilità più facile da realizzare.

La legge di bilancio, infatti, assicura un risparmio fino al 50% del costo dei lavori. Nel caso di ristrutturazione, qualora si scelga di beneficiare della detrazione fiscale per ristrutturazione, si ha diritto a un ulteriore incentivo detto Bonus Mobili, del valore pari al 50% rispetto alle spese sostenute, per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Possono essere oggetto di detrazione anche i lavori di ristrutturazione della parte comune in condominio.

Il bonus per le ristrutturazioni spetta anche a coloro che programmano lavori di riqualificazione energetica, che arrivano fino al 65%, o di adeguamento, intervento per il quale è prevista una detrazione il cui valore arriva fino all’85%. Inoltre è possibile beneficiare di una detrazione anche quando sistemi il giardino, il terrazzo o una copertura, il cui valore è del 365 della spesa sostenuta.

Sono molte le spese che possono essere detratte e su cui potersi assicurare un notevole risparmio, tra queste quelle necessarie per l’intervento delle imprese e dei tecnici che effettuano i sopralluoghi; tutte le prestazioni professionali; l’acquisto dei materiali; tutto ciò che rientra nelle esigenze per i lavori.

Quali sono i lavori che danno diritto alle detrazioni?


Le opere di ristrutturazione interna oggetto del bonus ristrutturazioni riguardano l’abbattimento di muri interni alla casa per poter ottenere un accorpamento o un frazionamento di ogni singola camera. Se quindi, ad esempio, volete ristrutturare casa e accorpare il soggiorno del vostro appartamento con la cucina per usufruire di spazi più ampi, sappiate che questo intervento vi costerà solo il 50% della spesa in preventivo.

Altri servizi che rientrano nel panorama delle agevolazioni fiscali riguardano la riqualificazione energetica di edifici già esistenti. Questi lavori possono prevedere la sostituzione degli infissi e delle finestre, l’isolamento delle pareti opache, la sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione invernale con i più moderni sistemi come le caldaie a condensazione o i pannelli solari esterni che immagazzinano il calore di giorno per avere costantemente a disposizione acqua calda che, oltre a garantire un notevole risparmio a lungo termine, sono elementi che riescono a migliorare la qualità della vita. È bene sottolineare che un ulteriore vantaggio garantito da questi interventi è l’aumento immediato del valore degli immobili.

Spesso, quando tra le idee di ristrutturazione ci sono questi progetti di intervento, ci si chiede se sia necessario fare una richiesta specifica e aspettare i permessi. Ma in questo caso, se volete sostituire le finestre per il tetto con finestre a risparmio energetico, non dovrete richiedere nessun tipo di permesso.

L’importante è che il progetto preveda che la dimensione delle finestre resti la stessa; sarà necessario solo presentare la certificazione degli infissi da parte della ditta produttrice.

Ma sono diversi gli interventi garantiti dalla guida dell’edilizia libera e che, ad oggi, non obbligano alla richiesta di permessi, ma solo il rispetto, come è giusto che sia, delle normative di settore come e norme antincendio, le norme igienico-sanitarie, le norme di sicurezza, quelle antisismiche, quelle di tutela del rischio idrogeologico e le norme relative all’efficienza energetica.

Se volete installare condizionatori o cappotti termici o avete deciso di ristrutturare completamente il bagno gli impianti termici o elettrici, non avrete bisogno di inoltrare alcuna domanda di permesso.

Le detrazioni sui sistemi di riscaldamento

Agevolata dalle detrazioni fiscali è anche l’installazione di sistemi di riscaldamento alternativi come quelli a pavimento. Se le spese di manutenzione cominciavano a diventare eccessive e avete deciso di sostituire la vostra vecchia caldaia con una caldaia a condensazione, potete facilmente collegarla ad un impianto di riscaldamento a pavimento, un sistema che, oltre a ispirare il design dell’arredamento della casa, garantisce una diffusione uniforme del calore e che si può progettare sia in un’abitazione di nuova costruzione, sia in una ristrutturazione di una casa già esistente, purché la coibentazione del solaio sia fatta bene, per evitare dispersione di calore. È possibile collegare una caldaia a condensazione con il riscaldamento a pavimento perché per i tubi di questo impianto, è sufficiente una temperatura tra i 30° e i 40°. Questo sistema, inoltre non è vincolato ai pavimenti che c’erano prima o a alla scelta dei nuovi rivestimenti. Infatti, il calore trasmesso da questo sistema non impatta con il materiale sotto il quale si diffonde, né il materiale influisce sul rendimento termico delle tubazioni. Per il riscaldamento a pavimento si utilizza una base di pannelli radianti, tubazioni attraverso le quali circola l’acqua che riesce a distribuire il calore dal basso verso l’alto, garantendo una uniformità di diffusione in tutti gli ambienti. Questa è una delle soluzioni con cui si ottiene un alto rendimento termico e un notevole risparmio energetico.

Ricordate che le caldaie a condensazione di classe A daranno diritto alla detrazione del 50%.

La detrazione per le pompe di calore al 65% è prevista per generatori di classe A con abbinata termoregolazione evoluta. Per la riqualificazione energetica degli appartamenti o dei condomini, la detrazione fiscale al 65% riguarda anche la sostituzione della vecchia caldaia con pompe di calore ad alta efficienza.

Step burocratici

Avrete modo di inviare per via telematica, entro il limite massimo di 90 giorni dalla fine dei lavori, tutta la documentazione relativa all’intervento come la copia dell’attestazione di certificazione o qualificazione energetica e una scheda dettagliata sugli interventi effettuati.

Per ottenere il rimborso, è necessario, ricordate bene, effettuare tutti i pagamenti relativi al lavoro in oggetto, tramite bonifico bancario effettuato a nume della persona che ha diritto ad usufruire dei bonus. I soggetti che possono richiedere il bonus sono i contribuenti che possiedono l’immobile oggetto dell’intervento, gli inquilini, i condomini e anche chi detiene un immobile in comodato d’uso. Anche familiari e conviventi possono richiedere il bonus, ma fate attenzione perché in questo caso tutte le fatture delle spese effettuate e i relativi bonifici siano intestati a loro.

Al momento della dichiarazione dei redditi, l’agevolazione deve essere inserita nel documento principale, insieme ai dati catastali dell’immobile e allagata a tutti i documenti relativi all’intervento. La quota sarà suddivisa in un piano di rimborso annuale di 10 quote di pari importo.

Queste agevolazioni sono un monito per l’intera società a migliorarsi e a realizzare strutture sempre più ecosostenibili, indispensabili ormai per la salvaguardia dell’ambiente, per il nostro comfort e per la nostra salute.