Conto termico 2.0: la guida
Guida al risparmio

Conto termico 2.0: la guida

By Ariston

Il Conto Termico 2.0 rappresenta un complesso di misure volte a incentivare gli interventi di incremento dell’efficienza energetica degli edifici esistenti e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, destinate ai soggetti privati e alle amministrazioni pubbliche. Tale sistema di incentivi è coordinato dal GSE (Gestore Servizi Energetici), che ha la gestione delle domande e delle spese ammissibili, e mira ad aumentare i rendimenti nel produrre energia e il risparmio dei costi energetici. Per tali interventi vengono stanziati ogni anno 900 milioni, di cui 200 rivolti esclusivamente alla Pubblica Amministrazione. Di seguito presentiamo una vera e propria guida per orientarsi meglio sul Conto Termico 2.0.

Le novità introdotte dalla nuova legge

Il Decreto Ministeriale del 16 febbraio 2016 ha apportato alcune novità sul funzionamento del Conto Termico, entrato in vigore nel 2012. Tra le novità principali, possiamo citare le seguenti:

  • un ampliamento delle tipologie di interventi incentivabili
  • maggiore semplificazione della procedura per accedere agli incentivi
  • la maggiore semplicità nei pagamenti (bonifici online e carte di credito)
  • la più alta rapidità nei pagamenti (da sei a due mesi)
  • incentivi più generosi.

Tra gli incentivi previsti figurano anche quelli relativi alla diagnosi energetica e alla certificazione energetica, nonché quelli sui sistemi di trattamento dell’acqua.

Quali sono più nel dettaglio i soggetti beneficiari?

Le misure contenute nel Conto Termico 2.0 sono previste per le due seguenti categorie di beneficiari:

  • Privati (intesi, ad esempio, come persone fisiche, condomini e Soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario)
  • Pubbliche amministrazioni (sono inclusi le scuole, gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali).

Possono presentare la richiesta per l’accesso agli strumenti di incentivazione direttamente i soggetti beneficiari oppure lo si può fare attraverso una Energy Service Company (ESCO) in possesso della certificazione UNI CEI 11352. La modalità della richiesta è in formato elettronico, con l’inserimento dei documenti tecnici dell’intervento effettuato e della documentazione anagrafica del soggetto beneficiario.

Quali sono gli interventi per i quali è prevista una misura?

 Prima di tutto va osservato che l’accesso ai finanziamenti per la produzione di energia termica pulita si può richiedere solamente per edifici e strutture esistenti.

Le misure destinate esclusivamente alle pubbliche amministrazioni afferiscono a interventi relativi all’efficientamento dell’involucro e alla sostituzione di apparecchi esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione. La realizzazione di interventi relativi all’efficientamento dell’involucro si può concretizzare attraverso una delle operazioni seguenti:

  • sostituzione serramenti
  • coibentazione pareti e coperture
  • installazione schermature solari
  • trasformazione degli edifici esistenti in "nZEB"
  • illuminazione d’interni
  • tecnologie di building automation.

Per quanto riguarda, invece, gli interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza, si fa la seguente distinzione:

Gli incentivi sono erogati entro tre mesi dalla domanda (scendono a due per la pubblica amministrazione), da effettuarsi entro sessanta giorni dalla conclusione dei lavori, e la normativa prevede un’unica rata se l’importo da erogare è inferiore a euro 5000,00.

Incentivi per gli impianti a biomassa

La sostituzione di caldaie a carbone o a gasolio con moderni generatori termici a biomassa è agevolata dal Conto Termico 2.0 attraverso un incentivo annuo, erogato per due anni se si tratta di caldaie con potenza non superiore a 35 kW, per cinque anni nel caso di caldaie con una potenza superiore. Va aggiunto che, nel caso di aziende agricole, l’accesso alla misura si ha pure nel caso di sostituzione di una caldaia a GPL. Le misure di questo meccanismo a sostegno delle diverse categorie di beneficiari variano in funzione di alcuni fattori: tra questi, la potenza e le emissioni dell’impianto e la zona climatica in cui verrà installato. Sono, infatti, previste sei diverse zone climatiche, alle quali corrispondono differenti fasce di consumo sul territorio nazionale. Esse si indicano con delle lettere maiuscole, dalla A alla F: la fascia A è quella a cui corrisponde un consumo più basso (600 ore di funzionamento annue) mentre la fascia F è quella a cui è associato un consumo maggiore (1800 ore di funzionamento annue).

Incentivi per i pannelli solari termici

Con riferimento all’installazione di collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, oltre che per l’integrazione dell’impianto di riscaldamento, eventualmente abbinando la produzione di acqua refrigerata attraverso la tecnologia solar cooling, sono previsti degli incentivi. La misura è annua ed è erogata per due anni per impianti con una superficie non superiore a 50 mq; il calcolo è basato sulla superficie dell’impianto e l’energia prodotta dai pannelli solari. L’incentivo va calcolato in funzione della presunta energia termica che sarà prodotta annualmente e il valore della superficie lorda complessiva dei collettori che saranno installati.

Incentivi per le pompe di calore

Questo tipo di misura si ha quando si decide di sostituire il vecchio generatore di calore con una pompa di calore o con un sistema ibrido (che combina l’uso della caldaia con la pompa). Vanno rispettati dei requisiti di efficienza per poter ottenere gli incentivi, che sono calcolati in funzione della potenza della pompa di calore installata, alla sua efficienza e alla zona climatica di installazione. La potenza massima ammessa è pari a 2000 kW. Le spese ammesse alla misura sono le spese sostenute nei seguenti casi: realizzazione di un nuovo impianto, dismissione dell’impianto precedente, pagamento di prestazione professionale.

Incentivi per le caldaie a condensazione

Un ulteriore intervento possibile è quello riguardante la sostituzione di impianti vetusti di climatizzazione a vantaggio di caldaie a condensazione alimentate a gas naturale. In questo caso è ammessa anche la sostituzione parziale, ma solo se l’impianto da sostituire sia composto da più generatori di calore.