Come smaltire una vecchia caldaia - Ariston
Consigli e soluzioni

Come smaltire una vecchia caldaia

By Ariston

Quando sostituiamo una caldaia vecchia con una nuova e di ultima generazione si pone il problema di come smaltire correttamente l’impianto in via di sostituzione che abbiamo ancora in casa. A questo proposito bisogna sottolineare che esistono delle norme di legge e delle buone pratiche da seguire affinché lo smaltimento avvenga nella maniera giusta e soprattutto meno impattante sull’ambiente, prima dell’installazione di una nuova caldaia a condensazione che consumi meno energia.

Per comprendere come smaltire una vecchia caldaia nel modo corretto, bisogna osservare che questo impianto rientra nella categoria dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Secondo la normativa di riferimento questi elettrodomestici, quando arrivano al termine del loro ciclo di vita, non possono essere trattati come rifiuti normali, ma devono subire dei trattamenti specifici in modo da evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente. Il corretto trattamento dei RAEE consente, inoltre, di recuperare quantità di materiali utili per la produzione di nuovi prodotti, che altrimenti non sarebbero più utilizzabili.

Nel caso dei grandi elettrodomestici, ingombranti e difficili da trasportare, come può essere una vecchia caldaia, esistono due possibili strade. La prima è quella di accertarsi se, nel proprio comune di residenza, è stato attivato un servizio di raccolta a domicilio, attraverso il quale richiedere il ritiro della caldaia direttamente presso la propria abitazione. Questo per evitare al singolo utente il trasporto della vecchia caldaia presso l’isola ecologica più vicina, date le oggettive difficoltà nel trasportare un elettrodomestico così ingombrante. Ogni città che ha messo in azione questo servizio presenta modalità diverse; il ritiro può essere gratuito o prevedere una piccola tariffa.
Una seconda circostanza può essere quella del cosiddetto “uno contro uno”, principio introdotto dal decreto ministeriale 65/2010. Che cosa significa questa espressione? Quando acquistate un nuovo generatore di calore che prenderà il posto di uno dello stesso tipo che possedevate da anni, il commerciante sarà tenuto per legge a ritirare l’elettrodomestico da sostituire senza applicare oneri aggiuntivi. Qualora si rifiutasse di ritirare la caldaia vecchia, o chiedesse denaro per farlo, rischierebbe delle sanzioni amministrative fino a 400 euro per ciascun elettrodomestico non ritirato. Inoltre, i commercianti devono informare adeguatamente i clienti della possibilità di usufruire dell’uno contro uno quando si rivolgono presso di loro per l’acquisto di una nuova caldaia che garantisca maggiore efficienza. Va detto che le caldaie appartengono al raggruppamento R1, uno dei cinque raggruppamenti dei RAEE.


Lo smaltimento di elettrodomestici non più usati, come una vecchia caldaia, è assistito da un trattamento favorevole da un punto di vista finanziario. Infatti, l’attuale normativa in Italia prevede che i costi per smaltire gli elettrodomestici vecchi come una caldaia siano molto bassi. Nel momento in cui effettuate l’acquisto di una nuova caldaia, nel prezzo finale è compreso un piccolo contributo per gestire lo smaltimento, pagato quindi in anticipo dall’acquirente. Questa quota prende il nome di eco-contributo RAEE e il suo valore varia a seconda dell’elettrodomestico in considerazione. Ad esempio, per gli scaldacqua oltre i 30 litri l'importo è pari a 7 euro, mentre per i climatizzatori è fissato a 6 euro.