Come migliorare la classe di efficienza energetica della propria abitazione - Ariston
Consigli e soluzioni

Come migliorare la classe di efficienza energetica della propria abitazione

By Ariston

Molti degli edifici che osserviamo tutti i giorni nelle nostre città sono stati progettati e costruiti quando ancora si parlava poco di efficienza energetica e l’isolamento termico praticamente non esisteva. Per migliorare la classificazione energetica degli edifici a uso civile è opportuno seguire alcuni passi che permettono di passare da un immobile di classe G fino a uno di classe A, in modo da ottenere numerosi vantaggi, tra cui un significativo risparmio energetico ed economico, in un’ottica di sostenibilità nel territorio nazionale.

Quali sono le classi energetiche?

Le classi energetiche vanno dalla classe G (efficienza energetica minore) alla classe A e A+ (efficienza energetica migliore). A ogni classe è abbinato un valore, misurato in kWh/mq per anno, che sta a indicare l’energia necessaria ogni anno per il riscaldamento invernale dell’edificio preso in considerazione. Migliorando la classe energetica diminuisce tale valore, fino ad arrivare a 30 kWh/mq all’anno per le abitazioni di classe A. In media gli edifici di classe A possono avere valori certificati superiori del 25% rispetto a edifici di classe F.

La normativa italiana di riferimento per gli interventi di riqualificazione energetica

Nel maggio 2017 il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato su internet delle linee guida per presentare progetti di riqualificazione energetica degli immobili della Pubblica Amministrazione Centrale. Essi riguardano principalmente la descrizione degli interventi e delle spese ammissibili al Programma PREPAC, nonché indicazioni operative su come valutare i consumi energetici, impiegare le fonti rinnovabili, ridurre le emissioni di CO2 e calcolare i risparmi energetici che conseguono.
La Legge di Bilancio 2017, intanto, entrata in vigore l’1 gennaio del 2017, ha introdotto alcune novità importanti, tra cui la possibilità di usufruire dell’Ecobonus. Con questo si fa riferimento a detrazioni fiscali per chi dovrà sostenere delle spese per ristrutturare gli edifici al fine di migliorare la classe energetica degli stessi. Si tratta di incentivi destinati sia alle case, sia (per la prima volta) ai condomini. La condizione necessaria è che si tratti di immobili già esistenti, per i quali è necessaria una ristrutturazione, venendo così esclusi gli immobili in corso di fabbricazione. Focalizzandoci sulle politiche destinate alla riqualificazione delle abitazioni, sono previste agevolazioni fino al 65% per gli interventi di miglioramento energetico, che possono essere suddivisi in quattro categorie:

  • interventi per il miglioramento termico dell’edificio (isolamento termico, sostituzione dei pavimenti, delle finestre e degli infissi)
  • interventi di installazione di pannelli solari per produrre acqua calda sanitaria
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (sia a gas che elettrici)
  • interventi di domotica, riguardanti esclusivamente l’installazione di strumenti che consentano la gestione e il controllo a distanza degli impianti di climatizzazione.

Fare una diagnosi energetica della propria casa

Prima di fissare gli obiettivi per la riqualificazione della casa, è opportuno fare una diagnosi energetica dell’abitazione, in modo da individuarne i punti di debolezza e valutare quali siano gli interventi da compiere per migliorare la classe di efficienza energetica. In particolare bisogna effettuare un monitoraggio su alcuni elementi dell'abitazione, come le pareti esterne, i solai e i serramenti, gli impianti per il riscaldamento e il raffrescamento dell’ambiente e il sistema per la produzione di acqua calda sanitaria. Qualora dalla diagnosi dovesse risultare che uno o più di questi elementi presentano delle inefficienze, andrà effettuata una riqualificazione degli stessi, o in alcuni casi dovranno essere sostituiti. I possibili interventi da mettere in atto sono elencati nell’Attestato di Prestazione Energetica: tra questi ci sono l’isolamento termico delle pareti, la sostituzione degli impianti vetusti e l’implementazione di pannelli solari termici. Nei prossimi paragrafi troverete alcune tra le principali tipologie di interventi da attuare.

Come intervenire sull’involucro edilizio

Alcuni edifici non energeticamente efficienti potrebbero essere dotati di pareti esterne ad alta trasmittanza termica, il che significa che il calore attraversa con relativa facilità la superficie assoggettata a una differenza di temperatura. In questo caso, è opportuno promuovere delle migliorie che consistono nella sostituzione degli elementi presenti, installando materiali per ottenere l’isolamento termico. Una possibile scelta è quella dell’isolamento a cappotto, chiamato così in quanto, di fatto, avvolge l’immobile come un cappotto. Decidere quali materiali utilizzare per la coibentazione non è affatto semplice: tra le soluzioni maggiormente adottate troviamo i pannelli isolanti di sughero.
Oltre alle pareti esterne, bisogna prestare particolare attenzione ai serramenti. Qualora fossero ancora presenti quelli a vetro singolo, sarà consigliabile sostituirli con infissi di ultima generazione a doppio o triplo vetro per migliorare l’efficientamento energetico dell’edificio. Le imprese che operano nel settore dell’energia hanno fatto sempre più investimenti in ricerca e sviluppo, nel tentativo di offrire nuove soluzioni ai propri clienti: tra le proposte migliori per l’edilizia sostenibile, vi sono i serramenti in legno e sughero e quelli in alluminio e legno. Per valutare le prestazioni dell’involucro sono definite delle classi, che vanno dalla I (la migliore) alla V.

Sfruttare l’innovazione negli impianti di climatizzazione


 Ancora tanti cittadini possiedono nelle loro case degli impianti per il riscaldamento (e per il raffrescamento) degli ambienti interni che registrano consumi troppo elevati, oltre a essere caratterizzati da emissioni dannose per l’ambiente. Lo stesso discorso si può fare per i sistemi utilizzati per la produzione di acqua calda sanitaria. La prima cosa da fare è quella di chiamare dei tecnici per effettuare periodicamente una regolare manutenzione, anche per motivi di sicurezza. Qualora ci si renda conto che, ad esempio, l’impianto di riscaldamento è ormai datato, bisogna provvedere a sostituirlo con una caldaia a condensazione di ultima generazione oppure una caldaia a biomassa con serbatoio di accumulo, mentre in altri casi lo si può fare implementando una tecnologia diversa, per esempio installando pompa di calore.

Produrre energia elettrica attraverso le fonti rinnovabili


Un passaggio ulteriore, dopo essere intervenuti sull’involucro edilizio e aver installato un impianto di riscaldamento energeticamente efficiente, è quello legato alle fonti rinnovabili. Coprire il fabbisogno energetico domestico attraverso l’utilizzo di fonti di green rappresenta una soluzione smart per migliorare ulteriormente la classe di efficiente energetica della propria dimora. Questo può avvenire, ad esempio, con l’installazione di un impianto fotovoltaico o di pannelli solari termici sul tetto dell’edificio, ottenendo ottimi risultati, tenuto conto che le maggiori spese sostenute saranno ammortizzate in un tempo abbastanza ragionevole.