Sostenibilità ambientale ed energetica, ultimi aggiornamenti - Ariston
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Sostenibilità ambientale ed energetica, ultimi aggiornamenti

By Ariston

Quando si parla di sostenibilità ambientale ed energetica non si fa certo riferimento a un concetto statico e immutato nel tempo. La dinamicità delle leggi e le innovazioni tecnologiche obbligano le imprese a stare sempre all’erta, ad avere un approccio rinnovato che sia il più possibile attento alle prerogative ambientali, il che richiede una pianificazione strategica tutt’altro che improvvisata e una buona organizzazione del proprio lavoro. A tutto questo andrebbe affiancata una proficua attività di monitoraggio delle proprie iniziative.

Italia virtuosa nel puntare sulle rinnovabili

Sostenibilità vuol dire sviluppo economico e soddisfacimento dei bisogni della società di oggi, salvaguardando la tutela dell’ambiente e i bisogni delle generazioni future. Un aspetto principale che la caratterizza è la transizione alle fonti rinnovabili in luogo di quelle fossili per la produzione di energia. Uno studio recentemente pubblicato dal Gestore servizi energetici (Gse) mostra come l’Italia si confermi un paese che punta molto sull’energia green. Infatti, facendo riferimento all’anno 2016, il Belpaese si colloca al terzo posto in Europa, dopo Germania e Francia, tra i paesi che utilizzano maggiormente le fonti rinnovabili per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. La frazione di consumi energetici che fa riferimento a fonti pulite è pari al 17,41%, contro una media europea del 17,04%. È, in particolare, nel settore elettrico che il nostro paese fa registrare una buona capacità di ottenere risultati: si stima una quota nazionale del 34,01% di consumi derivanti da fonti naturali contro il 29,60% della media continentale.

Anche le grandi multinazionali quotate in borsa investono green

L’utilizzo di fonti rinnovabili a sostituzione di quelle fossili sta mostrando riscontri favorevoli anche nei mercati finanziari. Grandi investitori in campo internazionale stanno impiegando sempre più le proprie risorse in direzione della sostenibilità ambientale ed energetica, che diventa una parte fondamentale della propria mission. Stando ai dati ricavabili dalla classifica Carbon Clean200, si evince che le azioni delle società green hanno ottenuto solo nel 2017 un guadagno del 32,1% in valore, risultati nettamente migliori rispetto alle controparti fossili.

Il Piano nazionale di efficienza energetica

Il 23 febbraio 2018, sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto ministeriale di approvazione del Piano nazionale di efficienza energetica. Il documento è stato messo a punto su domanda della Commissione Europea e contiene un sistema di interventi volti a migliorare il livello di efficienza energetica del nostro paese, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Tra gli obiettivi del PNEE vi è quello di risparmiare, nel corso dell’anno, 20 Mtep di petrolio, nonché la riduzione cumulata del consumo energetico pari a 25,8 Mtep da ottenere nell’arco di tempo 2014-2020. Per conseguire questi obiettivi gli strumenti a supporto del Piano nazionale toccano principalmente quattro aree di competenza: edilizia, industria, trasporti e settore pubblico. Il Piano è legato alla Strategia Energetica Nazionale 2017, un programma decennale del Governo nazionale volto alla gestione del cambiamento del sistema energetico.

La legge di bilancio 2018 e gli ecobonus

Una novità molto interessante per il risparmio energetico e, di riflesso, per la sostenibilità è rappresentata dalla Legge di bilancio 2018, la quale rafforza la normativa che disciplina gli ecobonus. Già con la Legge di Stabilità 2017 erano state introdotte le detrazioni fiscali pari al 70-75% per riqualificare, da un punto di vista energetico, le parti comuni delle strutture condominiali e migliorare le performance energetiche in inverno e in estate. Attraverso la nuova normativa, gli ecobonus subiscono alcune modifiche: tra le più importanti, sono da segnalare l’allargamento degli incentivi fiscali anche alla rimozione dell’amianto dai tetti degli edifici e la maggiore attenzione rivolta agli interventi sugli immobili situati in zone sismiche, dal momento che la percentuale aumenta all’80%, ovvero all’85% se i lavori implicano il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Raggiunto l’accordo sulla Direttiva EPBD

La Direttiva Efficienza Energetica negli Edifici (EPBD), per la quale poco prima della fine del 2017 era stato raggiunto un accordo, si presenta come una grande opportunità per la sostenibilità energetica, in quanto si prefigge di dotare, entro il 2050, tutti gli edifici europei dell’etichetta “Near Zero Energy Building” (NZEB). Tale provvedimento legislativo rientra tra i progetti del “Pacchetto energia pulita” e contiene le strategie che gli Stati Membri dovranno adottare per raggiungere gli obiettivi preposti. In particolare, dovranno essere realizzati nuovi investimenti per rinnovare il patrimonio edilizio al fine di raggiungere, entro il 2050, un alto livello di efficienza energetica e zero emissioni. In ogni piano nazionale saranno indicati obiettivi intermedi e identificati degli indicatori di progresso misurabili. Per conseguire l’obiettivo della Near Zero Energy Building, la direttiva citata si mostra a favore dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione, nonché dell’implementazione in futuro di sistemi intelligenti, come la domotica.

Le nuove sfide della sostenibilità

Ma quali sono le nuove sfide che le comunità politiche dell'Unione Europea devono affrontare relativamente a questo tema? Per rispondere alla domanda è necessario fare riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile proposti dal Clean Energy Package. Va premesso che, senza cooperazione internazionale e l'impegno serio di ogni governo su scala mondiale per migliorare la qualità della vita di ogni fascia sociale e garantire l'accessibilità ai principali servizi per preservarne la salute e la sicurezza alimentare, sarà complicato raggiungere ciascuno di essi. Il Pacchetto punta a ridurre entro il 2030 le emissioni di gas a effetto serra del 40% rispetto ai livelli del 1990, e a garantire la crescita economica dell'Europa. Gli obiettivi che si propone sono : il raggiungimento dell'efficienza energetica, l'affermazione da leader nel campo delle rinnovabili e un nuovo ruolo attivo per i consumatori nel mercato elettrico.

Tra le ulteriori sfide, non possono mancare:

  • la gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti e del suolo, garantendo la protezione della biodiversità ed evitando lo sfruttamento di terreni, acqua dolce e foreste
  • la garanzia di un’amministrazione competente e trasparente che gestisca con correttezza ed efficacia le problematiche del nostro tempo, mantenendo il controllo e raddrizzando il tiro quando gli scostamenti tra obiettivi e risultati saranno eccessivi.

In Italia gli enti pubblici, specialmente le regioni, favoriscono sul proprio territorio lo sviluppo sostenibile pubblicando dei bandi per ottenere incentivi al fine di ridurre i consumi energetici e l’inquinamento atmosferico, concedendo contributi finalizzati a tale scopo, inserendoli nell'ambito del Programma regionale di sostegno alla realizzazione delle verifiche energetiche o all'adozione della certificazione ISO 50001, entrambe soggette a controlli da parte dell’apposito comitato.