L'efficienza energetica in Italia ed Europa
EFFICIENZA ENERGETICA IN EDILIZIA: 
A CHE PUNTO SIAMO 
 
IN EUROPA 
 
EFFICIENZA ENERGETICA 
 
A seguito delle attività normative elaborate negli ultimi anni in sede Mondiale ed Europea con l’ottica del Protocollo di Kyoto, l’Italia ha iniziato ad operare anch’essa legislativamente per l’efficienza energetica degli edifici. 
Ad oggi in quest’ambito sono state emanate le direttive: 
2002/91/CE sul rendimento energetico dell’edilizia 
2006/32/CE concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio Queste Direttive hanno stabilito i criteri per il calcolo dei rendimenti energetici degli edifici e i relativi requisiti minimi obbligatori, il sistema di certificazione, l’obbligo di effettuare ispezioni costanti sulle caldaie e hanno posto nuovi obiettivi: meccanismi ed incentivi per abbattere le problematiche che ostacolano o bloccano l’uso efficiente dell’energia e lo sviluppo delle rinnovabili in edilizia. 
 
Ma al momento il passo più ambizioso è stato fatto con la stesura della 2010/31/CE sulla prestazione energetica nell’edilizia che prevede, dal 1 gennaio 2019, che tutti gli edifici pubblici costruiti in Paesi dell’Unione Europea e dal 1 Gennaio 2021 tutti quelli nuovi privati dovranno essere ‘ad energia quasi 0’, cioè le prestazioni dell’involucro dovranno rendere non necessari gli apporti per il riscaldamento ed il raffrescamento o li soddisferanno con apporti rinnovabili. 
 
RINNOVABILI 
 
Poi è stata la volta della 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili che mira a raggiungere entro il 2020 una quota del 20% di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale dell’energia dell’UE. Per raggiungere questi obiettivi, la direttiva per la prima volta stabilisce per ogni Stato membro un obiettivo obbligatorio nazionale per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale di energia, tenendo conto dei diversi punti di partenza dei paesi. 
Ciascuno Stato membro dell'Unione europea dovrà adottare un piano nazionale di azione per le energie rinnovabili che definisce gli obiettivi nazionali per la quota di energia da fonti rinnovabili consumata nel settore dei trasporti, elettricità, riscaldamento e raffreddamento nel 2020 e lo comunicano alla Commissione entro il giugno 2010. Per raggiungere gli obiettivi obbligatori, gli Stati membri si applicano ai regimi di sostegno o misure di cooperazione tra vari Stati membri e con i paesi terzi. 
 
IN ITALIA 
 
EFFICIENZA E CERTIFICAZIONE ENERGETICA 
 
Il primo DLgs 192/05 è il primo recepimento della direttiva 2002/91/CE: indicante i criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, nonché indicante le modalità per favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili. 
Segue il Dlgs. 311/2006 che ha previsto:
  • dal 1° luglio 2007 obbligo di certificazione energetica per gli edifici esistenti superiori a 1.000 m2 
  • dal 1° luglio 2008 obbligo di certificazione energetica per tutti gli edifici 
  • dal 1° luglio 2009 obbligo di certificazione energetica per le singole unità immobiliari nel caso di trasferimento della proprietà. 
In particolare, il Decreto stabilisce la metodologia per il calcolo delle prestazioni energetiche e le ispezioni da effettuare per gli impianti efficienza energetica in edilizia. 
L’ultimo intervento in ordine di tempo è il Decreto ministeriale del 26 giugno 2009 relativo alle linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, che stabilisce: 
  • la durata massima di dieci anni per la validità dell’attestato energetico 
  • le modalità di classificazione delle prestazioni attraverso una scala 
Sulla certificazione energetica degli edifici la Direttiva 2002/91/CE prevede che, in fase di costruzione, compravendita o locazione di un edificio, l’attestato di certificazione energetica sia messo a disposizione del proprietario o che questi lo metta a disposizione del futuro acquirente o locatario. L’Italia ha voluto aggiungere la possibilità di per la compravendita degli edifici già esistenti, di firmare una dichiarazione in cui si attesta l’immobile in classe G, cioè completamente inefficiente. 
 
RINNOVABILI 
 
Col DL 28/2011 si è fatto obbligo per i nuovi edifici e nei casi di ristrutturazioni totali di fare ricorso all’energia rinnovabile almeno per il 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria ed in aggiunta soddisfare sempre da fonti rinnovabili la somma di parte dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento in quantità sempre più crescenti fino al 2017. 
 
REGIONI ITALIANE
 
EFFICIENZA ENERGETICA 
 
Province Autonome di Trento e Bolzano, la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia-Romagna, la Liguria e la Valle d’Aosta requisiti minimi obbligatori richiesti per le prestazioni per la climatizzazione invernale ed il rendimento medio stagionale dell’impianto termico. 
su questi temi le altre Regioni non hanno ancora legiferato e risultano pertanto in forte ritardo; in Puglia, Campania, Lazio, Toscana e Veneto sono presenti solamente Linee Guida sull’edilizia sostenibile, che promuovono ed incentivano il risparmio energetico senza imporre dei limiti. 
In tutte le altre Regioni non esistono nemmeno Leggi che indichino dei livelli di riferimento e viene fatta soltanto una promozione generica sull’isolamento termico e sui temi del risparmio energetico. 
 
Relativamente ai controlli e sanzioni hanno fatto qualcosa: 
Liguria, Lombardia e Piemonte previsti controlli sia in fase di edificazione sia successivamente alla realizzazione degli edifici. 
 
Da ricordare che in tutte quelle regioni che non hanno legiferato sulla certificazione energetica degli edifici vige la normativa nazionale entrata in vigore per i vecchi edifici nel caso di: 
  • vendita nel 2008 
  • dal 10 gennaio 2012 obbligatoria anche nei casi di nuova edificazione. 
RINNOVABILI 
 
Situazione estremamente frammentata e variegata: 
 
SOLARE TERMICO: 
- alcune regioni danno obblighi prima dell’introduzione del Decreto 28/2011. Es. Lombardia, Liguria e Provincia di Trento: produzione minima del 50% di acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili per le nuove costruzioni e nei casi in cui viene rinnovato l’impianto termico. Stesso obbligo in Umbria e Lazio: anche nei casi di ristrutturazione per almeno il 20% del volume. 
- La regione Piemonte obbliga per le nuovi costruzione e nelle nuove installazione degli impianti termici, al livello minimo del 60%. 
 
ALTRE RINNOVABILI:
- la provincia di Bolzano obbliga di installazione di fonti rinnovabili è in vigore per il 100% di produzione elettrica e di acqua calda sanitaria ACS nel caso in cui si voglia ottenere la certificazione CASACLIMA 
- l’ Emilia-Romagna e’ obbligatorio per i nuovi edifici e nei casi di ristrutturazione soddisfare, oltre al 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria con energie rinnovabili termiche, anche il 35% dei consumi di energia termica, mentre a partire dal 1o gennaio 2015 il requisito salirà al 50%. Da aggiungere per la parte elettrica dei fabbisogni l’obbligo di installare 1 kW per unità abitativa in aggiunta alla potenza installata basata sulla grandezza della superficie dell’edificio come previsto dal Decreto 28/2011. 
 
 
 
Il presente documento rappresenta una informazione tecnica, pertanto le informazioni presenti non esonerano gli operatori dall’osservanza di tutte le prescrizioni previste dalle Norme e dalle leggi vigenti in materia.Si rimanda alla lettura dei testi ufficiali delle Leggi e delle Norme che regolamentano la materia oggetto del presente lavoro.

 

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